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Cortodrome 2010

Il Festival Internazionale di cortometraggi l’8 e 9 luglio a Locorotondo

L’8 e 9 luglio la Masseria Ferragnano (c/o Istituto Agrario) di Locorotondo ospiterà la 7^ edizione del Festival Internazionale del Cortometraggio.
L’evento, dedicato al cinema breve indipendente, è organizzato dal Collettivo Cortodrome composto dall’ Art-Director Alfredo Nardelli, dell’Associazione CortiCorti di Fasano e da Luciano Gentile, Leonardo Palmisano e Giuseppe Rosato dell’Associazione Culturale Il Tre Ruote Ebbro di Locorotondo.
18 i cortometraggi finalisti selezionati tra i circa 150 lavori pervenuti da 30 diverse nazioni, di cui 10 saranno proiettati durante la prima serata e 8 durante la seconda.
Il vincitore del Festival sarà decretato direttamente dal pubblico, attraverso votazione su schede tecniche messe a disposizione ad inizio serata. Alla pellicola che più avrà destato l’interesse della giuria tecnica, composta da Michele Suma, direttore artistico di “Sguardi di Cinema Italiano”, Cesare Fragnelli, regista, Beatrice Corti, montatrice, Francesco Losavio, ideatore di “sceneggiatori.com” e Luciano Gentile, del Collettivo Cortodrome, verrà assegnato il Premio della Critica. In programma anche un premio speciale decretato dall’Associazione Il Tre Ruote Ebbro.
Tutti i premi sono realizzati dagli artisti Franca Incasa e Francesco Conte.
Ospiti delle due serate saranno anche il regista pugliese Ermes Di Salvia e l’attore Pinuccio Sinisi.

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Napoli? No Fasano!

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Gli alberi secolari d’Italia, monumenti viventi della Natura

Gli alberi secolari d’Italia, monumenti viventi della Natura

Tranqulli: terrò strette le redini della poetica sbrodolona che tende ad emergere, tanto fra blogger che fra comuni mortali, quando si parla delle meraviglie della natura. Mi accontento di evocare la sensazione che può dare il pensiero che esistano alberi millenari che, immobili, hanno visto più storia di quanta noi non ne possiamo nemmeno immaginare. Questa mattina ho scoperto dall’Ansa che il Corpo Forestale dello Stato ha pubblicato un nuovo libro fotografico intitolato “Grandi alberi d’Italia”. Il libro è nato in seguito al censimento ad opera della forestale che ha contato 130 “patriarchi” e altri 22.000 alberi di particolare interesse. Per dimensioni, il più grande è il “Castagno dei cento cavalli” (nella foto): provincia di Catania, 20 metri di circonferenza del tronco. Il più vecchio è invece un oleastro in provincia di Sassari: circa 2.000 anni. Ho cercato altre info sul sito della Forestale, ma non lo hanno ancora aggiornato. Tra l’altro ho notato anche che hanno un sito ben fatto e leggibile, una vera rarità fra i siti della pubblica amministrazione.

A Fasano c’è un albero millenario ma nessuno lo conosce

A Fasano esiste un ulivo di 1800 anni, si trova vicino alla piccola masseria di fronte ad Ittimar, un pò prima del nuovo cantiere del progetto turistico alberghiero “La Lisca”.Qualche settimana fà l’intero terreno è andato a fuoco e l’albero millenario ha richisto grosso.

Bisognorebbe valorizzarlo in un’ ottica di turismo naturalistico però vuoi mettere come brucia bene un albero millenario!

CortoDrome International Short Film Festival

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L’Associazione Culturale “Il tre Ruote Ebbro” di Locorotondo ed Alfredo Nardelli di “CortiCorti VideoMakers Indipendenti” di Fasano, con il patrocinio del Comune di Locorotondo (Assessorato alla Cultura) e della Banca di Credido Cooperativa di Locorotondo, anche quest’anno rinnovano con il pubblico l’appuntamento con il cinema italiano ed internazionale, il tutto nella cornice di uno dei borghi più belli d’Italia.

Infatti il 9 e 10 LUGLIO 2009, dalle ore 21,30, nell’atrio della Scuola Elementare G. Marconi di Locorotondo, si terrà la SESTA edizione di CORTODROME: 20 cortometraggi in due sere selezionati da oltre 200 corti arrivati da ogni angolo del mondo, dove è il pubblico a decidere il miglior film, che sarà premiato con opere di scultori del nostro territorio + un premio deciso da una giuria critica.

http://www.CortiCorti.it raccoglie film dalla Puglia, dall’Italia, e dal mondo intero, selezionando per l’evento CortoDrome un cocktail di corti che spaziano nell’intero universo dell’immagine, dal comico-trash a quelli drammatici, dall’animazione alla sperimentazione, dalle tematiche sociali a quelle ecologiche.

In prima visione e fuori Concorso il Cortometraggio “Mo Vengo!” realizzato dal collettivo Videomakers AUTOREVERSE FILMS

In questi giorni lo staff di CORTODROME sta ultimando la selezione dei 20 corti finalisti.

Alfredo Nardelli
responsabile di http://www.corticorti.it

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Anch’io non donerò nemmeno un euro!

Anch’io come questo bloggatore non donerò nemmenon un soldo, il mio euro lo prendano dal canone della rai che in questi giorni ha propinato un servizio indecente dopo l’altro, invece di mettere il dito sulle responsabilità, di denunciare, di fare giornalismo (vedi significato su Wikipedia), ci ha propinato ore e ore di pasti caldi, di pompieri al lavoro, di vecchietti e bambini in mezzo alle tende, non donerò soldi che non serviranno a niente perchè tanto fra una settimana metteranno la solita addizionale straordinaria, provvisoria ma permanente sulla benzina e quindi io di euro ne donerò a centinaia durante l’anno.

E’ la solità italia rappresentata egregiamente da Albertone, adesso abbiamo fatto gli americani con gli aiuti in stile 11 settembre, immancabile il cappello da pompiere sulla testa del premier, fra un mese, fra un anno, “spaghetto aò mo me te magno”, le persone nelle tende e la rai a uno mattina con il pollo farcito.

Non donerò nemmeno un euro perchè un mese fa era stato approvato il decreto 1000 proroghe all’interno del quale c’era quello che permetteva di costruire in deroga alle norme antisismiche, non donerò un euro perchè quando un collaudatore fa il suo dovere e blocca dei lavori non lavora più, non donerò un euro perche basta fare un giro alla selva di Fasano e vedere lo scempio che è stato fatto per capire come sentono proprio il territorio gli Italiani, e quando senti un dirigente dell’ufficio tecnico dire “e che vuoi fare? non gli vuoi far costruire la casa alle persone” capisci che anche chi dovrebbe controllare ha la stessa passione per il cemento e per i piazzali levigati dove parcheggiare il macchinone.

La verità è che in mezzo agli incentivi alla rottamazione ne manca uno fondamentale, incentivo alla rottamazione di questo stato.

Questo stato è da rottamare, come tutte le cose che vecchie o non vecchie non funzionano.

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Fallimento del Mercatino a Km0

Ma come mai nonostante le notizie di sotto riportate i prezzi al famoso
mercato del contadino erano perfettamente uguali a quelli del fruttivendolo?
semplice perchè come dice un mio caro amico nella costituzione
bisognerebbe sostituire il 1° articolo dove compare lavoro con ricotta!

L’ Italia è un paese fondato sulla ricotta!

Prezzi: +200% nel passaggio dal produttore al consumatore

Pubblicato da Filadelfo in Consumi, Inflazione.
Mercoledì, 27 Agosto 2008.

mercati ingrossoNegli ultimi tre anni gli italiani per l’acquisto di frutta ed ortaggi hanno speso il 200% in più. A rivelarlo non è un’Associazione di Consumatori, ma addirittura la Banca d’Italia in base alla ricerca “L’economia delle Regioni italiane nel 2007”, che ha messo in evidenza i ricarichi astronomici a danno dei cittadini nel passaggio delle merci dal produttore al consumatore.

Al via i “farmers market”: dal produttore al consumatore, sotto casa

Prodotti più freschi e meno cari. Un decreto autorizza gli agricoltori alla vendita diretta in città

Diciamocelo, piace a tutti l’immagine del contadino che va al mercato col calesse e il suo cesto di verdure appena colte o il paniere di uova fresche. Ci piace e ci mette un po’ di malinconia, come tutte le cose che sembrano perse per sempre. Ma questa volta c’è il rischio di sbagliarsi. Sostituite il calesse con un furgone - meglio ancora se alimentato a metano o biodiesel - e preparatevi a tornare dal mercato con la borsa della spesa piena di prodotti freschi e meno cari, magari biologici, e avendo conosciuto direttamente chi li ha prodotti. Con buona pace dei grossisti e dei mercati generali.

Si chiama filiera corta o, per dirla in modo più moderno, farmers market. L’idea è antica, appunto, ma “rivoluzionaria”: ridurre al minimo la distanza tra chi produce e chi consuma. “Distanza” in tutti i sensi:

  • chilometrica, nel senso che i prodotti vengono da poco lontano, sono più freschi (non passano giorni nei container-frigo) e riducono l’impatto ambientale del trasporto;
  • economica, perché saltano tutta la catena degli intermediari e quindi i ricarichi sul prezzo ad ogni passaggio;
  • e finanche personale, perché si può tornare dal contadino e fargli i complimenti o lamentarsi  per la qualità della merce. Quando mai succede nell’era dei supermercati?


Un decreto atteso

Ci sono già delle esperienze pilota di questo genere in alcune città d’Italia. Ma ora il fenomeno esce finalmente dalla semi-clandestinità grazie a un decreto del Ministero dell’Agricoltura pubblicato a fine anno che autorizza e addirittura promuove queste forme di distribuzione. I comuni potranno istituire di loro iniziativa i “mercati agricoli di vendita diretta” o potranno accogliere le domande dei produttori, singoli o associati. Per snellire l’iter burocratico si prevede anche che se la richiesta non riceve risposta entro 60 giorni si ritiene automaticamente approvata. Stando alla Coldiretti il decreto darà il via ad almeno 400 mercati di campagna nelle città italiane.

Una rivoluzione strisciante

Che il mercato attendesse da tempo un provvedimento di questo genere lo si capiva da diversi segnali. Uno di questi è la diffusione a macchia d’olio dei Gas, i gruppi d’acquisto solidali, un modo di fare la spesa in comune, saltando la grande distribuzione e risparmiando. Le motivazioni di questa scelta sono varie. Un sondaggio della Coldiretti sulla vendita diretta rivela che “la principale motivazione che spinge ad acquistare direttamente dagli agricoltori è il risparmio con il 30%, ma non meno importanti sono il rapporto diretto tra produttori e consumatori che consente di conoscere il prodotto (25%), le garanzie di freschezza, qualità e genuinità del prodotto (24%), la salvaguardia delle tradizioni e della cultura enogastronomica del territorio (12%) e infine con il 9% il minore inquinamento, risparmio di energia e difesa dell’ambiente e del clima per il consumo di prodotti locali che non devono essere trasportati (a ‘chilometro zero’)”. Una strisciante rivoluzione dei consumi in piena era globalizzata con cui i colossi della distribuzione dovranno cominciare a fare i conti. (A.D.M.)

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